“Non mangiare questa frutta!”: attenzione, contiene conservanti

Uno degli alimenti che generalmente non vengono consumati abbastanza, di media, risulta essere la frutta, che anche per questioni culturali non viene quasi mai introdotta a sufficienza pur essendo polivalente e non solo come fine pasto. Con la globalizzazione sono oggi disponibili molte tipologie di frutta, anche quella che un tempo veniva considerata “esotica”, oggi risulta essere rigorosamente presente sui banchi di frutta. Bisogna in alcuni casi stare attenti e non mangiare alcune tipologie di frutta, che secondo alcuni studi può anche contenere conservanti?

Non necessariamente infatti la frutta risulta essere “pura” come può naturalmente apparire, anche per una questione legata alla conservazione ed alla logistica, alcune forme possono contenere conservanti.

Di quali si tratta, e soprattutto quale frutta con “aggiunte particolari” va assolutamente evitata per questioni di sicurezza?

“Non mangiare questa frutta!”: attenzione, contiene conservanti

Non mangiare frutta conservanti

Il tema conservanti da decenni interi occupa una grande forma di interesse e spazio tra gli studi scientifici, in quanto si tratta di una categorizzazione di elementi spesso generalmente considerata con toni negativi. In realtà non tutti sono uguali, e soprattutto non tutti sono da disprezzare.

Con una disponibilità maggiore di generi di frutta, in alcuni casi sono previsti dei trattamenti particolari per prolungare la loro durata di conservazione, anche se il nostro paese come molti altri vieta l’utilizzo di conservanti chimici per la conservazione della frutta fresca, al massimo possono essere legalmente impiegati antiossidanti per aumentare la durabilità della frutta, come acido citrico così da allungare la vita al prodotto.

Diverso il discorso per la frutta in scatola e soprattutto quella essiccata, oramai anche di moda: l’essiccazione ne aumenta esponenzialmente l’appetibilità però può questa può essere anche agevolata dall’inserimento tramite aggiunta di alcuni conservanti.

Quali sono potenzialmente dannosi? In particolare va attenzionata la possibile quantità di elemento conservante noto come codice E220, nome “tecnico” di quello che viene chiamato Diossido di Zolfo o Anidride Solforosa, non tossico di per se ma che in quantità eccessive non viene smaltito in modo così naturale dall’organismo, elemento che non è illegale essendo utile sia per mantenere un aspetto ma anche una appetibilità maggiore (ne allunga la data di scadenza).

E’ meglio non abusarne in modo specifico evitando il consumo da parte dei bambini ed anziani, anche se come per quasi tutto è la dose a creare il danno.

Attenzione anche alle quantità di zuccheri aggiunti, spesso definiti come dolcificanti come la saccarina , che di per se non è dannosa, ma può essere un problema per chi soffre di glicemia alta.