Mangiare ogni giorno tonno in scatola: attenzione alle tremende conseguenze

Da sempre un prodotto alimentare dall’utilità difficilmente quantificabile, il tonno è sicuramente un elemento che ha trovato una grande affermazione in particolare con il 20° secolo grazie al concetto di scatolame oltre che nel prodotto fresco,  grazie ad una certa reperibilità (che comunque è in diminuizione a causa della pesca spesso non regolamentata in molte realtà) ma anche a causa delle proprietà del tonno inteso come animale. Come ogni cosa, il concetto di salubrità improntato allo scatolame si applica anche al tonno in scatola, ma mangiare effettivamente una scatoletta di tonno in scatola ogni giorno, quali conseguenze porta?

Il tonno in scatola è stato, e resta un argomento molto discusso sul web ma anche nell’immaginario comune, descritto come elemento nocivo, al centro di tantissime fake news ma anche nocività dimostrate.

Perchè non è conveniente utilizzarlo ogni giorno? Analizziamo cosa contiene una scatoletta di tonno in media.

Mangiare ogni giorno tonno in scatola: attenzione alle tremende conseguenze

Mangiare ogni giorno tonno in scatola

Il tonno in scatola viene spesso considerato ” non sano ” perchè secondo alcuni, contiene delle proprietà mancanti rispetto alla variante fresca, oltre all’aggiunta di alcuni elementi che ne peggiorano l’aspetto nutrizionale. La prima parte è assolutamente falsa, infatti il tonno in scatola mantiene tutte le proprietà organolettiche e nutrizionali di questo prodotto ittico, quindi è un compendio di ferro, proteine ma anche sali minerali in quantità, ed è relatiamente facile da sviluppare grandi quantità di prodotto da un singolo animale.

Il tonno in scatola però per essere conservato deve essere sottoposto ad una selezionatura ma anche ad un processo di incsatolamento che porta senza molti dubbi ad una minore salubrità del prodotto, a partire dal sale, che serve in primis per la conservazione della carne in un periodo di tempo molto lungo, ma anche ad esempio per migliorare il sapore del prodotto. Il sale però è presente quasi sempre in quantità eccessive, la dose giornaliera è molto più alta di una scatoletta di tonno rispetto alla dose “gestibile” del sodio da parte di un organismo medio, quantità di sale eccesive provocano ipertensione ma anche a lungo andare problemi cardiaci anche gravi.

Va rilevato il rischio mercurio, anzi metilmercurio, che è presente non solo nel tonno in scatola ma in generale in numerose tipologie di prodotti ittici che acquisiscono questa forma di metallo pesante  direttamente dalle proprie prede, anche in questo caso si tratta di una sostanza che essere gestita ed espulsa dall’organismo se in quantità moderate, il consumo frequente tende a mantenere quantità rilevati di metilmercurio nell’organismo anche a lungo, ed è molto rischioso in particolare per le donne incinte ed in fase di allattamento, in quanto il metimercurio può portare a gravi danni al feto o al bambino.