Come curare l’albero di Giada: ecco la guida definitiva

Prendersi cura delle piante sembra essere una forma di tradizione antica, che un tempo era appannaggio esclusivo e necessario di una parte rilevante della popolazione, quella contadina, che era disposta alla produzione di elementi alimentari, mentre il giardinaggio era appannaggio delle classi maggiormente abbienti. Oggi prendersi cura del proprio verde è molto più semplice ma non tutti hanno questa capacità e proprietà effettiva: ciò è intuibile anche dalle numerose tipologie di piante disponibili alla domesticazione, ad esempio curare l’albero di giada, una forma di pianta succulenta sicuramente molto riconoscibile, può essere non così banale.

La pianta ha avuto una grande diffusione in quanto gradevole esteticamente, resistente ai cambi di stagione ma anche per una questione culturale. Ma come prendersene cura in modo adeguato?

In realtà non è difficile, basta seguire alcuni dettami pratici ed anche “logici” considerando le origini della pianta.

Come curare l’albero di Giada: ecco la guida definitiva

Albero di giada curare

L’albero di giada, che in realtà si chiama “Crassula Ovata” dalla forma ovoidale delle foglie, è una pianta estremamente comune in Italia e nella maggior parte dell’Europa continentale come pianta da esterno. Ha le foglie rotonde, piene e succulente, essendo una pianta nativa del Sudafrica, regione dove  per millenni è cresciuta in modo rigoglioso allo stato selvatico, ma la sua adattabilità ha reso possibile utilizzarla anche in Italia, dove con la seconda metà del 20° secolo ha trovato enorme diffusione.

Culturalmeente viene considerata anche una pianta dal successo economico e disposta ad “attirare soldi” forse anche a causa della forma delle foglie che potrebbe richiamare la ricchezza.

Prendersene cura non è difficile, ricordando che è una pianta che non sopporta i grandi sbalzi di temperatura. Quella ideale corrisponde ad un rateo tra i 18 ed i 26 gradi, quindi una temperatura media, necessita di diverse ore di luce al giorno, quindi deve stare all’aperto ed in inverno tenuta al riparo dalle potenziali correnti che possono portare al suo danneggiamento: quando fa molto freddo è consigliabile tenerla in prossimità di finestre, al chiuso ed in piena estate se il sole è davvero molto forte potrebbe essere una buona idea utilizzare una tenda.

Necessita di innaffiature non così frequenti, approssimativamente quando il terreno è  completamente asciutto. L’acqua va introdotta in modo lento ma costante per diversi secondi e la pianta necessita di un terreno drenante per evitare i ristagni d’acqua, potenzialmente fatali per la Crassula ovata.

Se la pianta è in un vaso non troppo grande può essere utile tenere il vaso per circa un minuto nell’acqua tiepida e poi lasciarlo “sgocciolare” a dovere.