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Trabucchi in Puglia, monumenti di grande fascino

Sparsi lungo le coste pugliesi dal Gargano fino al barese, i trabucchi in Puglia sono delle strutture dal fascino marittimo che sorgono sulle rocce o sulle spiagge e da cui si poteva ammirare l’alba e il tramonto. Noti anche con il nome di trabocchi o bilance, i trabucchi in Puglia sono delle vere macchine da pesca risalenti ad oltre un secolo fa, quando i pescatori lungo i vari insediamenti costieri li utilizzavano per ottimizzare il loro lavoro attraverso un sistema complesso di leve ed argani. Costruiti nella maggior parte dei casi vicino alle coste, i trabucchi davano la possibilità di cacciare certi tipi di pesci senza per forza uscire in mare quando non era possibile per vie delle cattive condizioni.

La struttura in legno era realizzata come una piattaforma ed era dotata di alcune estremità che si protendevano verso l’esterno e su cui era posta una grande rete a maglie strette detta trabocchetto. Di solito venivano realizzati con tronchi di pino di Aleppo, albero resistente all’usura della salsedine e tipico delle zone mediterranee. La struttura permetteva di pescare a vista e di raggiungere senza fatica fino ai cinque metri di distanza e di profondità. Le costruzione pare risalgano ai fenici e sono uno dei mezzi per la pesca tra i più antichi del mondo, utilizzati nelle terre nostrane fino a poco tempo fa.

Trabucchi in Puglia in via di rivalutazione

Secondo la tradizione i primi trabucchi in Italia comparvero in Abruzzo, dove pare sia stato edificato il primo attorno al XVIII secolo. Furono ritenuti talmente belli che anche D’Annunzio vi dedicò un passaggio nella sua opera Il trionfo della Morte. Ma la diffusione di queste strutture si ebbe maggiormente nel Gargano, favorita anche dalle condizioni geografiche e dall’importanza della pesca nel territorio.

Oggi vi è una rivalutazione dei trabucchi in Puglia, abbandonati per tanto tempo, e vi sono dei provvedimenti specifici da parte dell’intera regione per la loro salvaguardia. Il 18 dicembre 2017 sono stati stanziati 500mila euro dalla Puglia per il loro restauro.