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Pomodoro: È sfida aperta tra Puglia e Campania per il marchio IGP

È sfida aperta tra Puglia e Campania per il riconoscimento del pomodoro pelato IGP. I foggiani pretendono l’eliminazione di “Napoli” dalla certificazione.

Qualche settimana fa, vi avevamo parlato della sfida delle mozzarelle tra Puglia e Campania. Entrambe le regioni, infatti, volevano che Bruxelles e Roma certificassero le loro mozzarelle come DOP. Vincitrice dello scontro è stata la Puglia, con non poche polemiche da parte di coloro che pretendevano la certificazione delle bufale campane.

Si riapre adesso la guerra tra Campania e Puglia, questa volta non per la mozzarella, ma per il pomodoro. Ma cosa succede di preciso? L’industria del pomodoro desidera che il marchio IGP (identificazione geografica protetta) venga attribuito ai pomodori pelati di Foggia, considerato che nella città ne vengono prodotti circa 7 milioni di quintali, il 95% del totale prodotto nel Sud Italia.

Il problema è che il nome intero del pomodoro pelato, che verrebbe certificato, è “Pomodoro Pelato Napoli Igp”, nomenclatura che include il nome di una città diversa da Foggia e in qualche modo concorrente. Come mai è stata selezionata proprio Napoli come città? Secondo molti si tratterebbe di una scelta di marketing, atta a risollevare il mercato italiano.

Napoli è infatti la città della “pizza ca pummarola”, simbolo conosciuto in tutto il mondo e che potrebbe facilitare l’acquisto nel mercato estero. Visto che, però, non si viene a capo della situazione, l’assessore Di Gioia ha convocato un vertice con i produttori delle “Op” foggiane, che si è concluso con un nulla di fatto: I foggiani non vogliono la presenza del nome “Napoli” nel riconoscimento del marchio.

“La Puglia dovrà opporsi alla IGP del Pelato Napoli. L’Anicav e gli industriali campani non possono prenderci in giro – i commenti a margine della riunione – in Campania c’è poco o nulla di pomodoro coltivato e anche sulla trasformazione ormai le industrie campane stanno perdendo quote di mercato. Molte Op del Salernitano e del Casertano hanno la sede legale in Campania, ma i soci sono tutti in Capitanata perché il prodotto è qui”.