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Scoperto nuovo acquedotto a Scaloria

E’ stato scoperto un acquedotto del Neolitico nella grotta Scaloria e Occhiopinto risalente al 4.000 a. C. La scoperta è dovuta agli scavi condotti da un gruppo archeo-speleologico guidato da Coppolecchia e capeggiato dal professor Santo Tinè. Il confronto con gli addetti ai lavori è aperto da tempo ma l’ufficializzazione non è ancora arrivata. I pareri di studiosi e archeologi sono contrastanti e alcuni sostengono che nelle grotte si svolgeva un semplice rituale legato al culto dell’acqua, ma questa idea non ha mai convinto del tutto lo studioso Coppolecchia.

Coppolecchia sostiene che nel complesso Scaloria-Occhiopinto si è di fronte ad una straordinaria opera dell’uomo che, per far fronte alle necessità della vita quotidiana, si era inventato un sistema semplice per raccogliere acqua e approvvigionarsi senza interruzione. Secondo Copplecchia, per portare l’acqua all’esterno probabilmente utilizzavano degli otri, capienti e flessibili e in grado di strisciare contro le pareti del cunicolo senza rompersi. Ad avvalorare questa ipotesi è il fatto che in tutto il territorio del Gargano si trovano sistemi analoghi di raccolta di acque, con conche realizzate nella roccia lungo i percorsi degli armenti. Coppolecchia afferma che nelle grotte possono formarsi conche naturali per effetto di correnti di acqua o aria che muovono i detriti in senso circolare ma nel complesso Scaloria-Occhiopinto non sono presenti né correnti d’aria né di acqua.